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Doga: intervista all’insegnante di Yoga

Valido strumento per il benessere del cane o semplice moda passeggera? Ci siamo rivolti ad Anna Stella, insegnante di Ashtanga Yoga e socia YANI, spinti dalla curiosità sulla nuova disciplina canina di cui vi abbiamo parlato nello scorso post: il Doga, ovvero lo Yoga per cani.

Essendo una pratica apparentemente strana ed inusuale per un cane, abbiamo cercato di capire meglio in cosa consiste questa disciplina, chiedendo direttamente ad un esperto.

 

Andiamo con ordine. Per prima cosa: che cos’è in breve lo Yoga e a cosa serve nell’uomo?

Lo Yoga è uno strumento prezioso offerto dalla tradizione per raggiungere un momentaneo benessere fisico e di conseguenza emotivo. Per effetti più duraturi, sull’anima e sul corpo, è necessaria una certa motivazione, e quindi anche disciplina
e stile di vita. Soprattutto morale e, di conseguenza, anche spirituale: costanza nella pratica, studio, comportamenti…

Anna Stella, insegnante Ashtanga Yoga

Il cane può trarre benefici da queste pratiche?

Certamente! Il cane può trarne benefici, ma ad alcune condizioni. Il Doga sarà infatti una moda, come molte nel campo delle discipline corporee. Ma, volendolo cercare, ha un senso più profondo: la condivisione.
Quando si è dediti a una pratica di un certo tipo, verrà naturale viverla insieme alle creature con cui si divide la vita. Oltre alla pratica in senso stretto, un cane potrà essere fedele depositario delle confessioni del padrone sulla pratica: dubbi sull’avanzamento, ricerche sul respiro giusto, difficoltà nell’esecuzione di certe posizioni e sensazioni in altre asanas. Bisogna evitare di forzare l’animale a fare qualcosa contro la sua volontà, o senza un reale scopo, per autocompimento o per esibizionismo.

Per molti il Doga è solo una moda del momento, dovuta a una delle solite proiezioni sugli animali di stili umani. È proprio così, oppure è una disciplina che ha dei fondamenti validi ed è destinata a crescere nei prossimi anni?

Lo Yoga è un modo di essere orientato alla comprensione della nostra vera essenza. L’osservazione di un animale, più diretto e meno condizionato dalla mente pensante, ci può avvicinare a quel modo di essere più “naturale”. Ben venga dunque questa moda, sempre che chi la pratica accetti di fermarsi un attimo dal pensare secondo i propri soliti schemi, e di osservare. In silenzio.

La presenza del cane ci può aiutare a raggiungere gli obiettivi dello Yoga?

Per rispondere a questa domanda è bene distinguere due aspetti: in qualsiasi momento abbiamo l’opportunità, se vogliamo, di estasiarci, godendo della compagnia di un cane, ma anche di un amico. Di un atto d’amore regalato, insomma. Tutto sta ad accorgersene. Quindi penso che il “Doga” ci possa aiutare e, al contempo, possa aiutare i nostri cani a sentirsi amati. Per fare stretching, invece, i cani non hanno bisogno di noi, anche se lo fanno in nostra compagnia perché sono contenti. Quando invece pratico lo Yoga da sola, cerco di raccogliermi in me stessa, di entrare in uno stato meditativo: in ciò non mi aiuta guardare qualcosa o qualcun altro. Per cui personalmente il Doga come pratica Yoga non mi soddisferebbe.

Consiglieresti a degli amici di seguire un corso di Doga col loro cane? Se sì, per quali motivi?

Consiglio sempre a tutti i miei amici di seguire i miei corsi di Yoga, ma se mi chiedessero una benedizione per il Doga… perché no?

 

Ringraziamo per la gentile intervista Anna Stella

www.ashtangayogaverona.it