< Indietro

Il cane ci salva anche da cancro e diabete

Cani guida, cani antidroga, cani poliziotto, cani da soccorso, cani da salvataggio in acqua. Sappiamo tutti che i cani vengono addestrati a lavori di utilità e salvataggio perché nelle situazioni di emergenza riescono in ciò che nessun altro umano o strumentazione sa fare. Non tutti sappiamo però che esiste una nuova forma di dog training che è quella del cane che assiste persone affette da cancro e diabete. Sì, perché i cani riescono a percepire col fiuto l’aumentare o il calare brusco della glicemia delle persone affette dal diabete di tipo 1, e anche la presenza di tumori a stadi precocissimi, su cui gli esami standard darebbero esito negativo o incerto. Dunque il fiuto dei cani va ben oltre gli usi per i quali è stato allenato fino ad oggi. I cani stanno rivelando nuovi risvolti del loro miracoloso naso, che mettono a frutto con un’attendibilità strabiliante, attorno al 90% di successo. Un portento della natura, se si considera che non esistono strumentazioni mediche che sappiano diagnosticare certe malattie con la tempestività e la precocità con cui lo può fare un cane.
Se ci si interessa allo sviluppo di queste nuove discipline canine, si scopre che l’addestramento dei cani per assistere persone affette da diabete inizia negli USA attorno al 2000, viene in seguito esportato in Gran Bretagna e Australia e, da lì, solo negli ultimi due anni sta giungendo nei paesi europei. In Inghilterra cani di questo tipo sono chiamati “hypo-dogs” e godono già degli stessi diritti del cane per ciechi. Viene loro insegnato a riconoscere l’odore dolce che caratterizza le iperglicemie e l’odore acido che può esser dovuto a ipoglicemie. Il cane impara inoltre a che a controllare il modo in cui respira il padrone, a notare i cambiamenti della muscolatura del viso, per capire se sta andando in ipo o iperglicemia.
Sono vari i casi di “Diabetic Alert Dogs”, fenomeni a quattrozampe che assistono come infermieri professionali pazienti diabetici. Spesso queste storie fanno il giro del mondo perché i pazienti sono bambini, con cui questi animali stabiliscono un legame ancora più forte e fondante di quello che si può creare con un adulto. Emblematica la vicenda di Rebecca Farrar, la bambina inglese di 6 anni di cui vi invito a leggere sull’articolo del Daily Mail. O quella della piccola Faith Wilson, bimba texana il cui padre, addestratore di professione, ha preparato un cane all’assistenza 24 ore su 24 della bimba (se volete saperne di più, leggete l’articolo dell’Huffington Post.
La razza più usata per questo tipo di addestramento è il Labrador, ma si stanno aprendo anche da questo punto di vista nuove sperimentazioni – la ricerca è davvero agli albori in questo campo. Per esempio in Inghilterra è diventata celebre la storia della dottoressa Moira Harrison e della sua cagnetta Treacle, un incrocio tra un Cavalier King e un barboncino, che pare molto portata per questo lavoro. Treacle sta con la dottoressa Harrison 24 al giorno e in caso di bisogno dà l’allarme anche nel mezzo della notte, abbaiando o chiamandola con la zampa. È diventata l’attrazione principale per gli studenti della Facoltà di Medicina e Farmacia dell’Università di Brighton, dove la dottoressa lavora come insegnante. Anche Lola, hypo dog in addestramento di cui la sua padrona vi racconta con entusiasmo nel suo blog, è una barboncina, mentre in Australia il programma di addestramento di cani che fiutano i diabete mellito è partito dall’esperienza di un giovane King Charles Spaniel di nome Pascoe. Si pensa dunque che anche queste razze abbiano ottime capacità di fiuto delle malattie.
Ora anche in Italia, nel centro sperimentale MDDI di Pergine Valsugana, il “cane dottore” arriva e apre incredibili strade alla diagnosi precoce dei tumori, del diabete di tipo 1, della narcolessia e del raro morbo di Addison. I “medical detection dog” Lucy e Glenn sono al lavoro presso l’Associazione MDD Italia Onlus per la rilevazione di patologie tumorali e diabetiche, in collaborazione con l’Associazione MDD inglese, come riportato dal Corriere della Sera del 5/12/12.

I tempi di addestramento sono ancora lunghi - si parla di 12-18 mesi – ed i costi sono elevatissimi. Soltanto un cane su 1000 di quelli portati ad addestrare viene infine ritenuto idoneo, e portare a termine il percorso costa circa 8000 euro. Un prezzo ancora alto, che si spera di abbassare con la diffusione dei centri e con l’attività delle sempre più numerose ONLUS che vogliono diffondere una cultura del cane “dottore” ancora ignorata dai più. In Inghilterra i cani ufficialmente abilitati a questa professione sono ancora pochissimi (erano solo 8 nel 2010!), ma ci auguriamo che un giorno il cane detector sia diffuso almeno quanto il cane per ciechi. Un cane addestrato sarebbe una soluzione utilissima, oltre che un’amorevole cura dello spirito, per gli 200.000 italiani affetti da diabete di tipo 1, un quinto dei quali bambini e adolescenti, un dato in crescita negli ultimi anni. Il paziente seguito da un cane addestrato a fiutare le variazioni glicemiche vive più sereno e tranquillo, ma deve fare anche molti meno esami del sangue, con un cambiamento di qualità della vita immenso.
Chi volesse approfondire l’argomento può dare un’occhiata ai seguenti portali, che danno un’idea del lavoro che si sta facendo nei paesi anglosassoni su questo campo di ricerca:

http://medicaldetectiondogs.org.uk/

http://www.hypoalertdogs.co.uk/apply.html

http://www.diabetes.org.uk/Guide-to-diabetes/Complications/Hypoglycaemia/Hypo_dogs/