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Quando il gatto esce di casa

C’è chi sostiene che il gatto debba poter uscire e girare libero per il quartiere, perché “è nella sua natura”. In realtà i gatti domestici non sono attrezzati per affrontare i pericoli degli ambienti urbanizzati, non più di quanto lo siano i cani. In ogni caso diamo delle indicazioni ai proprietari di gatti che intendono dare al gatto la libertà di uscire di casa. Perché l’importante di ogni scelta è che venga fatta in modo consapevole, consci cioè di come la realtà funzioni e di tutte le conseguenze del nostro gesto.

 

 

  • Se un gatto esce di casa, il piano vaccinale che dovrà affrontare per difendersi dalle più comuni malattie dei gatti randagi è diverso da quello di un gatto che vive in casa. Di solito si opta per un piano tetravalente o pentavalente, che difenda il gatto anche da patologie infettive mortali come Felv (la leucemia felina);
  • siate consci del fatto che un buon piano di vaccinazioni dal veterinario non potrà tutelare il gatto da alcune gravi, incurabili malattie infettive a cui l’animale va soggetto uscendo e incontrando altri gatti. Le tre più comuni sono: la Fiv (l’immunodeficienza felina) – una patologia che non è ancora curabile, ma che può essere contrastata con dei medicinali che ne ritardano il decorso – la rabbia e la Fip (peritonite infettiva felina). Quest’ultima in particolare è una malattia incurabile che porta il gatto a una morte angosciante nel giro di pochi mesi;
  • vigilate sempre sullo stato di salute del gatto quando ritorna a casa. Uscendo infatti può contrarre vari tipi di vermi e parassiti interni – come la Tenia – o zecche che possono trasmettere all’uomo la Rickettiosi;
  • disinfettate più spesso i pavimenti, la cuccia di casa e se possibile il gatto stesso: se lo tollera, fategli qualche bagnetto, altrimenti usate prodotti usa e getta come salviettine e guanti monouso. I gatti che escono sono infatti portatori di micosi trasmissibili agli umani;
  • disinfettate più spesso i pavimenti, la cuccia di casa e se possibile il gatto stesso: se lo tollera, fategli qualche bagnetto, altrimenti usate prodotti usa e getta come salviettine e guanti monouso. I gatti che escono sono infatti portatori di micosi trasmissibili agli umani;
  • non è affatto vero che i gatti ricordano sempre la strada di casa! I gatti spesso si perdono e allora capita che finiscano in gattili lager dai quali ben presto vengono fatti sparire… dotare il gatto di microchip è l’unica soluzione per essere certi di ritrovarlo in caso si perda e venga portato in una di queste strutture;
  • sterilizzate il gatto: che sia femmina o maschio, il calore aumenta il pericolo che contragga malattie infettive gravi (che si trasmettono per via sessuale), che finisca sotto una macchina o si ferisca. Il desiderio di accoppiarsi porta infatti i maschi a lotte, corse improvvise e salti pericolosi, mentre mette le femmine a rischio di gravidanze non controllate, magari troppo precoci (e quindi pericolose per la mamma stessa) e in ogni caso non sicure dal punto di vista della salute: non è il caso di far nascere dei gattini affetti da qualche patologia infettiva felina, che sarebbero destinati a spargere prima di morirne;
  • non fate uscire il gatto dopo poco tempo che è con voi. Prima di farlo uscire, deve iniziare a concepire la vostra casa come la sua casa, deve abituarsi pian piano all’ambiente che lo circonda prima di avventurarsi e fare ritorno. Altrimenti non tornerà mai più. Perciò, le prime volte che gli farete esplorare l’ambiente esterno, uscite con lui, ma richiamatelo prima che oltrepassi il cancello o il recinto. Poi man mano allargate il raggio di libertà.